Faro

Il Faro di Santa Maria di Leuca è un’opera architettonica di grande interesse sia per l’occhio del visitatore che ne rimane colpito, grazie alla sua maestosità, che per l’occhio vigile delle navi che giungono da lontano, dal mare sconfinato e, grazie al suo bagliore, capiscono di essere vicine alla terraferma.
L’opera, risalente al 1864, fu progettata dall’Ingegnere Achille Rossi e messa in funzione per la prima volta il 6 settembre 1866 dal Genio civile, con macchina a luce fissa variata a splendori 30 cm in 30 secondi.
In realtà il faro non venne eretto dal nulla, ma prese il posto di un’altra opera architettonica di forte interesse, la vecchia torre anticorsara fatta edificare su punta Meliso da Filippo II.
L’attuale opera architettonica, nella sua maestosità, ammalia i visitatori che, ancora oggi, hanno la possibilità di visitarla anche dall’interno.
Percorrendo una scala a chiocciola di 254 gradini, infatti, è possibile raggiungere la sua sommità, dove dal terrazzo circolare si gode di una vista mozzafiato. Il paesaggio che si apre davanti agli occhi è quello di un mare sconfinato che si perde all’orizzonte e si confonde col cielo, basti pensare che il faro si erge fino a 47 metri dal suolo e addirittura 102 metri dal livello del mare, per regalare un senso di infinito e di pieno dominio dell’uomo sulla natura: non è raro vivere questa emozione ammirando il mare e il cielo da quell’altezza.
Addirittura, nei giorni in cui il cielo è privo di nuvole, è possibile vedere in lontananza Corfù e i monti Acrocerauni (o Monti Cerauni), una catena montuosa dell’Epiro, al confine tra Albania e Grecia.
Giungendo dal mare il faro è ben visibile dalle imbarcazioni, grazie alla sua lanterna dal diametro di 3 metri che poggia su una torre ottagonale e su un edificio a due piani. La lanterna è dotata di ben 16 lenti, di cui 6 libere e 10 oscurate, che riescono a proiettare fasci di luce in grado di raggiungere anche i 50 km di distanza. Le luci proiettate sono bianche, alternate con fasci di luce rossa che segnalano ai naviganti le pericolose secche della costa di Ugento. Forse non tutti sanno che la sua lanterna originale venne costruita a Parigi e sostituita più volte, nel 1941 e nel 1954, insieme all’apparato rotatorio. Inoltre, nel 1937, l’alimentazione del faro, che fino a quel momento era a petrolio, fu trasformata in energia elettrica.
Il faro ha un’ulteriore importante funzione, giacché dal 1940 il radiofaro ha fornito un costante servizio internazionale emanando un segnale che, in caso di cielo terso, si ripete ogni quattro ore mentre, in caso di nebbia, ogni 4 minuti.
Al suo interno, il faro, gode di piena abitabilità, essendo dotato di ben quattro alloggi, di cui tre destinati ai fanalisti e un altro adibito a camera di ispezione, sala motori e sala radiofaro. Altri tre fabbricati sono, poi, destinati ai servizi.
Come ultima curiosità si potrebbe dire che attualmente il guardiano del faro è Antonio Maggio, che iniziò il suo lavoro come il più giovane dei fanalisti. Precedentemente il faro era sotto la custodia di Francesco Ferrari, che ne fu il guardiano dal 1971 sino al 1996!

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