Il Santuario

Il Santuario di Santa Maria di Leuca vanta una storia antichissima, che spesso si fonde con la leggenda, dando origine a racconti fantastici. Si narra, infatti, che lì dove oggi sorge il Santuario un tempo vi era un tempio dedicato alla dea Minerva, del quale si conserva ancora un cimelio all’interno della chiesa. Entrando nel santuario, infatti, sulla parte destra, si può scorgere una parte dell’ara sulla quale venivano offerti i sacrifici alla dea. Sul cimelio è ancora visibile l’incisione “Ubi olim Minervae sacrificia offerebantur hodie oblationes Deiparae recipiuntur” e la traduzione in italiano “Qui dove sacrifici a Minerva offriansi e doni/l’obol sacro a Maria cristian deponi”.

Ma nell’epoca in cui il cristianesimo si diffondeva a macchia d’olio, giunse nella bianca “leukos” San Pietro che, tornato dalla Palestina e in marcia verso Roma, volle fermarsi su quel primo lembo di terraferma dopo tanto mare, per fondare una chiesa, simbolo del suo passaggio e della diffusione del cristianesimo nel mondo. In realtà non vi sono documenti cartacei che attestino l’origine del santuario, ricollegandolo proprio alla visita di Pietro, tuttavia da sempre tale racconto è stato tramandato di padre in figlio fino a giungere ai tempi attuali. Ad avvalorare la tesi, inoltre, vi sono numerose chiese, lapidi e tracce del passaggio di Pietro sul territorio salentino.

Nello stesso santuario, una lapide reca la scritta secondo cui da quel luogo venne scacciato il culto degli dei, proprio da Pietro, per far si che potesse essere venerata la Vergine Maria.

Storia o leggenda, poco importa, qualcuno, infatti, ha voluto creare un monumento votivo ancora oggi simbolo del cristianesimo e spesso visitato dalla più alta carica cristiana, il Papa.

Certamente le caratteristiche peculiari del santuario sono state conservate, tuttavia l’opera architettonica ha subito ben cinque distruzioni, ad opera dei predoni che nel corso del tempo hanno assaltato, saccheggiato e profanato questa terra.

Il santuario è riuscito a resistere e più volte i fedeli hanno dovuto agire in nome di un Dio misericordioso per ricostruire le mura di quella chiesa in cui pregare per un raccolto prosperoso o per la salute della propria famiglia. L’intera famiglia cristiana, a partire dalla sua massima carica, ha più volte agito in protezione del Santuario, riconoscendo dei privilegi non comuni a tutti i santuari.

A partire dalle concessioni di Papa Giulio I che nel 343 consacrò il Santuario, concedendo numerose indulgenze, molti altri Pontefici, successivamente hanno riconosciuto privilegi spirituali al Santuario di Santa Maria di Leuca; da ultimo, anche Papa Giovanni Paolo II, nel 1990, ha concesso al Santuario il titolo di Basilica Pontificia, così che i fedeli potessero ricevere l’indulgenza plenaria durante la cerimonia che si tiene nei giorni stabiliti.

I fedeli sono alquanto orgogliosi di tali privilegi e portano avanti una tradizione popolare millenaria che ancor oggi si riassume nell’antico detto “A Leuca si va da vivi o da morti”, giacché da vivi ci si reca per chiedere perdono dei peccati commessi e da morti per riscattare l’indulgenza ottenuta nella vita terrena!

Il Santuario, oltre che per la sua storia particolarmente interessante, merita di essere visitato come struttura architettonica e per le bellezze custodite al suo interno, come statue, affreschi e dipinti di estrema bellezza.

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